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Uhm, se non ti da fastidio...ma gli farò fare un uscita di scena degna di lui, eh! v.v (ma anche no. e_e)
macchè fastidio e fastidio! Sn io ke ehm.. Avrei dovuto kiederti se andava bene quella situazione x gilly ^^" {ma nel caso avrebbe potuto essere qualcun altro } cmq fai pure :D
Uhm...volevo ri-chiedere a Giglio se poteva inserire anche la scheda del mio pg nel messaggio iniziale ^^" anche perché ho cambiato l'immagine.
:ok: :ok: certo
Grazie mille ^^
haru, mi puoi dare l'url dell'imagine che avevi prima?
Purtroppo non posso, perché ho l'immagine sul mio pc, e in questo momento non posso accedervi...appena torno stabilmente sul mio computer ti passo il link ^^
grazie :bisous:
Posto qualcosa... xD
:::::
Non ne potevo piu' di vagare nel bosco senza avere la minima idea di dove andare, mi sedetti su una roccia piatta e mi tolsi la sacca che pur non contenendo grandi pesi iniziava a darmi fastidio.
Rimasi la' per parecchi minuti a guardarmi intorno, la temperatura si era leggermente innalzata da quando eravamo arrivate ma non era ancora diventata “fredda”.
Una leggera brezza mi accarezzava dolcemente il viso, attirava all'indietro i miei lunghi capelli e faceva muovere i sottili fili d'erba nera contro le mie caviglie. Anche le foglie degli alberi si muovevano ma non furiosamente come si vede fare prima di una tempesta no, si muovevano lentamente come per far vedere che ci sono ma non vogliono recare disturbo. In lontananza si sentiva il cinguettare degli uccellini e altri versi che non riuscii a riconoscere e solo in quel momento mi resi conto della realta' della cosa, solo quando riuscii a percepire in tutta consapevolezza la brezza che mi muoveva i capelli e sentii i versi di tutti quei animali, mi resi conto che ero intrappolata in quel posto.
Intrappolata.
Non avevo vie d'uscita, non potevo tornare indietro, ero finita in quel luogo e sarei rimasta li'.
L'atmosfera magia che mi aveva avvolta fino a quel momento spari', d'un tratto non riuscii piu' a sopportare quel maledetto posto, tutto di quel luogo mi sembrava orribile, dai sottili fili d'erba che mi solleticavano le caviglie, agli maestosi alberi che crescevano tutt'attorno, sentii il fortissimo impulso di andarmene, di lasciare quella maledetta foresta per sempre e non farvi piu' ritorno.
Stavo gia' per alzarmi quando mi resi conto che era impossibile, non potevo piu' tornare indietro.
Il dolore e la tristezza presero il posto della rabbia che mi aveva colto all'improvviso e mi resi conto che le lacrime mi stavano rigando le guance e io non riuscivo a fermarle, la nostalgia mi invase ed avvertii un dolore interiore insopportabile... Volevo tornare a casa mia, nella mia citta', nella mia scuola, volevo rivedere mio padre, i miei amici, riprendere le mie abitudini... Tornare alla mia vita normale insomma.
Ma non potevo.
Qualcosa di sconosciuto mi aveva portata in quel mondo sconosciuto e io non potevo combatterla, non potevo ribellarmi e tornare indietro. Ero troppo, troppo debole di fronte a tutto quello.
Poi, d'un tratto tutte le emozioni, la tristezza, la rabbia, la nostalgia mi lasciarono all'improvviso, non sentivo piu' niente, solo una strana serenita'...
Non duro' a lungo, presto mi accorsi di quello che stava succedendo... Conoscevo quella sensazione, l'avevo sentita con assoluta chiarezza quando ero con lui.
Ed ora, ne ero sicura, lui era la vicino.
Ultima modifica di misteriosa98 (05-12-2011 20:06:18)
Inanzitutto mi scuso con la mogliaH per il mostruoso ritardo nel postare...ma proprio non riuscivo a scrivere nulla TAT"
Inoltre mi scuso anche della lunghezza e per come è scritto il testo...non so neppure se è scritto in italiano =_=" non avevo proprio ispirazione...ma dovevo per forza buttar giù qualcosa...
Detto questo...la smetto di blaterare, che è meglio xD *fugge via prima che le tirino adosso i pomodori*
Decisamente, quell'incontro si era rivelato più irritante del previsto.
Perché sì, la presenza di quel biondo che metteva in dubbio la sua magnifica figura irritava Gilbert.
Ed anche tanto.
Uno dei difetti dell'albino, fra i tanti che aveva e che sempre aveva avuto, era quello di non riuscire, in nessun modo, ad accettare i pareri degli altri. O meglio, era il suo animo fin troppo orgoglioso, come quello di un bambino viziato, che non riusciva ad accettarli.
Così come non riusciva ad accettare le critiche al suo carattere, non riusciva neanche ad accettare i tradimenti.
«Sarò anche egocentrico...» Gilbert incrociò le braccia al petto, lanciando uno sguardo al cielo grigio. «...ma almeno non sono un traditore come te, Kirkland.*»
Poteva davvero non considerarsi un traditore, alla fin fine?
Da quando era arrivato in quella terra aveva sempre pensato solo a se stesso, mai al bene degli altri. Mai.
Aveva sempre ingannato la gente, tradendola, se necessario. E spesso lo era.
Tutti quei anni passati a rubare, saccheggiare, uccidere lo avevano fatto diventare ciò che era.
E, alla fin fine, anche lui era un traditore.
Gilbert sorrise, conscio della propria stessa ipocrisia; rivolse un'ultimo sguardo al cielo, quando una goccia di pioggia gli sfiorò una guancia.
Avrebbe piovuto a breve. Meglio, almeno avrebbe avuto una buona scusa per andarsene.
Si coprì la testa con il cappuccio nero, della mantella che indossava. Non era di certo un capo molto pregiato, ma per uno come lui tutto andava bene, pur di andare in giro vestito quanto bastava per non ammalarsi.
«Direi che ho detto tutto ciò che avevo da dire...» volse per un'attimo lo sguardo verso Arthur, per poi voltarsi verso la foresta che li circondava. Decisamente, con la pioggia e il freddo non sarebbe stato facile attraversarla.
«Ci vediamo, Kirkland.»
Si allontanò poi, sotto la pioggia che diventava man mano più insistente.
*Non sapevo che cognome avesse Arthur qui, quindi ho messo lo stesso che ha nel manga. In caso avessi sbagliato, fammi sapere che cambio, mogliaH u.u
Ultima modifica di haru-chan (24-06-2012 01:36:51)
*zompa addosso alla mogliaH ma nn con cattive intenzioni* il cognome va benissimo gattinaH(?) mia ^^ e ovviamente....
Bello il pezzo :D *spupazza la mogliaH* e ahahha a me sembrava italiano sì, mia mogliaH ^^
penso {anche se col natale e il creare una certa nuova scheda non credo di farcela a breve} e poi posterò qualcosa anchio ^^ anche se non so ancora cosa far succedere tra Ar e Cas (?)
Ma la scheda di Arthur è stata postata?
Mi sono permessa di aggiornare il primo post mettendo anche i link alle schede dei secsi cattivoni palestrati... ma non ho trovato quella del biondo inglese u.u
Cooooomunque.. ora non ho testa perchè devo rispondere da un'altra parte (e sono a filo con il limite per perdere il turno... le staffers mi linciano se non rispondo xD).
Aaaaaaaaappena possibile leggo e scrivo qualcosina anche io u.u
uhm... ora che ci penso... no °-° non ho postato la sua scheda D: ci penso su e poi posto anche quella {che detto tra parentesi mi sono ispirata a questo personaggio per quello che sto creando, quindi basta che termini quella bella e precisa di *deve ancora decidere il nome* e poi cambiando qualcosa la posterò qua XD}
Uhm, stamattina mi sono svegliata prestissimo e con la casa tutta silenziosa (per una volta xD) mi sono messa a scrivere questo pezzo, e' il seguito di quello che avevo postato prima ma e' raccontato dal punto di vista di Jasper :D
Finalmente l'avevo trovata, riuscivo a sentire le sue emozioni che erano talmente forti da sopraffarmi, tutto quel dolore, quella tristezza e quella rabbia erano sentimenti cosi' potenti da non poterli eguagliare a nessuno dei quali avevo percepito fin'ora.
Mi avvicinai cauto alla roccia dove scorgevo la sua schiena, lentamente... senza fare rumore.
Di certo non era una cosa difficile per me, per quelli della mia razza muoversi senza rumore di fronte agli umani era una passeggiata.
Ma quella ragazza non era del tutto umana, lo avevo capito dalla nostra prima visita, ed appena mossi un passo verso la sua direzione subito si volto' verso di me.
Le guance erano rigate di lacrime ma il suo sguardo non tralasciava alcun segno di timore o paura anzi, la sua espressione ferma era indecifrabile.
Fu' lei la prima a parlare, e di certo non disse quello che mi aspettavo di sentire:
- Smettila di usare i tuoi poteri su di me. - queste furono le parole che sentii uscire dalle sue labbra in un sussurro.
In effetti avevo provato ad attenuare il suo dolore, era stato un gesto impulsivo: vederla soffrire, per me era una cosa impossibile, nonostante non provassi alcun interesse per la sua persona.
Certo, forse un paio di secoli fa' il mio gesto sarebbe sembrato naturale, a quei tempi ero un'altra persona... ma ora la mia vita era cambiata, avevo commesso tanti di quei crimini che ormai le situazioni altrui mi disinteressavano totalmente.
Non le risposi, mi limitai ad annuire e di smettere di usare i miei poteri, come lei stessa mi aveva chiesto.
Di nuovo, fu lei a rivolgersi a me:
- Perche' sei qui? -
Questa volta decisi di risponderle, tutto sommato la mia visita aveva un fine preciso.
- Diciamo che devo farti alcune domande...-
- E chi ti dice che io abbia voglia di risponderti? - replico' lei con un sorriso di sfida.
- Infondo me lo devi... per l'ultima volta, non credi? -
- Riguardo a quella volta mi devi ancora delle spiegazioni. -
Spiegazioni? E come avrei potuto dargliene a lei se non sapevo neanch'io la causa del mio comportamento? Ma quella ragazzina testarda non aveva nessuna intenzione di arrendersi quindi se volevo davvero raggiungere il mio scopo non mi restava altra scelta.
- Ti avevo colto di sorpresa e non mi sembrava giusto approfittarmi di te in quel modo ignobile, infondo il mio comportamento e' stato molto... cavalleresco, non trovi? -
- Oh si... e vediamo, ora hai intenzione di lasciarmi in pace per caso? -
- Certo che no, semplicemente ti catturero' in un momento piu' opportuno, in modo di darti la possibilita', per quanto inutile, di difenderti.-
Ovviamente la cavalleria non era stata la ragione per cui l'avevo liberata, ma non potevo certo rivelarle che nel momento in cui la vidi addormentata su quella sedia, con i piedi e le mani legate, mi sentii come un mostro, un mostro orribile che aveva il coraggio di rapire una creatura cosi' nobile.
Ma l'avrei catturata, le avrei dato la possibilita' di difendersi, ma per quanto si fosse impegnati con i suoi poteri psichici io ero sempre e comunque piu' forte.
Vedendo che lei non dava segno di voler reagire alla mia provocazione, decisi di portare avanti la conversazione.
- Ora posso rivolgerti le mie domande? -
- D'accordo, ma non e' detto che ti risponda.-
Data la sua scarsa collaborazione, tanto valeva iniziare dalla domanda piu' semplice e ovvia...
- Come ti chiami? -
uhhhh *o* *spupazza sere e, massì dai anche jasperXD* e la curiosità sale :) {appena posso posto la scheda di arti >.<}
@Giglionero: volevo chiederti due favori xD :
- Gentilmente potresti cambiare l'immagine del mio personaggio con questahttp://www.zerochan.net/914202 ? Le caratteristiche principali sono le stesse quindi spero che non ci siano problemi ^^"
- Sempre nel tuo messaggio principale hai messo il link delle schede dei personaggi maschili, mi chiedevo se potevi aggiungere anche quella di Jasper...
Grazie mille :)
Made in Uk
Ebbi l'opportunità di vedere un'ultima volta i suoi lineamenti accarezzati dalla pioggia, poi se ne andò, inoltrandosi nuovamente nell'oscura foresta. Il mio sguardo non riuscì a distogliersi subito dal punto in cui un attimo prima sostava Gilbert. Da pioggerella che era via via aumentò di intensità; le gocce d'acqua cadevano sempre più incessantemente, quasi fosse un potere superiore che manifestava la sua ira prendendosela con quel mondo di stolti. Sospirai.Ira o no quel tempo era fastidioso e io avevo ben altro da fare che contemplare un punto vuoto. Indossai di nuovo la giacca; non tanto per il freddo portato dalla pioggia -anche perchè ormai per me era impossibile percepire qualcosa di più freddo della mia stessa pelle, quanto più per comodità e poi non volevo rischiare di perderla. Quindi mi avviai alla ricerca di quelle due sciocche ragazze. Avevo perso fin troppo tempo col prussiano e dovevo ritrovarle vive, se ancora lo erano.
Accidenti! Non c'era nessuna loro traccia sul sentiero. Inspirai profondamente. Uno dei pochi pregi della pioggia era di esasperare i vari odori; sfortuna voleva che non accadesse solo con la carne umana. Un vero peccato, avrebbe reso tutto più semplice. Bè, forse quella situazione avrebbe potuto definirsi un peccato, in fondo amavo complicarmi la vita e la caccia era più eccitante così com'era. La traccia della ragazza chiamata Serena quasi non la percepivo, mentre quella della ragazza in camicia da notte era più forte ma non l'unica. Il dolce profumo della carne, a cui faceva sfondo una una lieve e invitante nota metallica a cui quasi non badai, era accompagnato da un altro odore, uno più forte e per niente invitante. Ancora quelle creature. Affrettai il passo; quella ragazza era sopravvissuta fino a quel momento e non avrei permesso che venisse uccisa, almeno non da qualcun'altro.
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appena posso posto la scheda del biondino inglese
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@sere: quindi hai optato per le seconda alla fine :D {sì, io so tutto(?)}
Ultima modifica di fancydream (29-12-2011 00:36:32)
misteriosa98 ha scritto:
@Giglionero: volevo chiederti due favori xD :
- Gentilmente potresti cambiare l'immagine del mio personaggio con questahttp://www.zerochan.net/914202 ? Le caratteristiche principali sono le stesse quindi spero che non ci siano problemi ^^"
- Sempre nel tuo messaggio principale hai messo il link delle schede dei personaggi maschili, mi chiedevo se potevi aggiungere anche quella di Jasper...
Grazie mille :)
Muahahaha!
In realtà ho messo io i link alle schede maschili, giusto per completezza e trovarle senza impazzire... Vedo di recuperare il post con la scheda di Jasper e la metto, faccio anche la sostituzione della tua immagine ^^
Grazie Arthes ^_^
Modifiche effettuate... Asal partecipa ancora, perché in quel caso sarebbe da mettere anche la sua scheda nel primo post :quoi:
Ora manca la scheda di Arthur ^^
E appena riesco a sgropparmi da un po' di lavoro vedo di postare qualcosina anche io =3
ho fatto delle modifiche alla mia scheda :)
Finalmente riesco a postare qualcosina made in Kazuma. Questa sarà la fine dellaloro battaglia ^^
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Nelle puntate precedenti ha scritto:
Ancora arrabbiata per il commento della bambina decisi di attaccare. Saltai con tutta la forza che avevo, e riuscii a buttarlo per terra. Mi misi a gambe divaricate(non ho scritto aperte per eventuali doppisensi) sopra il suo torace. Sganciai un pugno destro sulla sua altrettanto destra guancia. Rimase immobile con gli occhi spalancati. Era morto? No, non ero così potente... o forse sì? Gli misi indice e medio sul collo, per sentire se il cuore batteva ancora, e batteva, ma quando tirai via le dita, alzò la mano e mi strinse il polso, con uno scatto veloce e fulmineo. Girò la testa verso di me, e impiegando un po' di forza, mi obbligò ad avvicinare la mia testa alla sua. Cosa voleva fare? Pensai subito a un bacio, ma poi ricordai che il ragazzo che stava sotto di me era freddo e cattivo. Sorrise. Quel sorriso malizioso e ironico che aveva ogni volta. Mi sentivo al sicuro con lui. Eravamo così vicini... avrei anche potuto... "Sakura sei impazzita? Lui è il nemico!", la mia stessa coscienza mi fermò.
Mi mise la mano sul ventre, ma cosa voleva farmi? La paura mi pervase il corpo. "E se volesse fare..." Scossi la testa leggermente, per scacciare quell'orribile pensiero, e nel movimento sfiorai il viso di Kazuma ben due volte con i capelli. Lui ugualmente non si mosse. Ripensai alla mano sul mio ventre e alla mano che mi bloccava il polso. L'ultima stringeva sempre di più, e io non potevo muovermi, avrei rischiato di rompermi, o slogarmi l'intero braccio. La mano sulla pancia invece appena mi sfiorava, era come una carezza. Dai miei pensieri tornai alla realtà, se si può così definire, e tornai a guardarlo negli occhi. Quel sorriso divenne sempre più grande, ma questo mi incuteva paura, e molta. Improvvisamente attaccò la mano sul ventre, ma non con troppa forza. "Cosa vuole fare?" continuavo a chiedermi?
-Sei patetica, mocciosa- disse Kazuma ad un certo punto. La sua mano stava diventando calda, troppo. Ad un certo punto si raffreddò improvvisamente, e con un sorriso chiuse gli occhi. Dopo un minuto di silenzio mi scaravento via un vento gelido e pungente. Mi ritrovai a scivolare con la schiena per il tronco di un pino... come aveva fatto a far arrivare tutto quel vento?
Kazuma si rialzò e sputò del sangue sull'erba nera. -Piaciuto il volo? Così imparerai che far innervosire i grandi è pericoloso-, detto questo iniziò a camminare verso di me. Ero tutta dolorante, mi sentivo male, stordita, la schiena mi doleva come mai prima. Avrei voluto lasciarmi cullare dal rumore dei suoi passi, ma non riuscivo a chiudere gli occhi.
Avevo paura.
Kazuma mi raggiunse, si piegò, e mi prese il mento con la mano. "Che bello..." pensai. Ma invece di fare qualcosa di dolce (mi sta venendo su la cena), con uno scatto del polso mi obbligò a girare il viso verso destra. Di nuovo in piedi mi diede un calcio nella pancia, ma lo fece con le mani in tasca. Non osava nemmeno impegnarsi? Quel ragazzo ero così... così... stupido. Si voltò e si diresse verso la sua spada. "E così finisco la mia vita in questo posto? Non ho provato nemmeno il piacere dell'amore... vabbè...", perché continuavo ad essere negativa? Cercai invano di rialzarmi, ma ogni mio movimento mi provocava scosse di dolore per il corpo. Quando raccolse la sua spada, sfiorò la lucente lama con l'indice, e quell'idiota riuscì persino a tagliarsi. Piccole e delicate gocce di sangue si gettarono nell'erba scura. Con un ghigno saltò e atterrò giusto giusto a venti centimetri di distanza dal mio corpo. Lo guardai, era così bello. Il suo corpo era slanciato e allenato, quei capelli marroni, quegli occhi azzurri, quelle labbra... lui.
Perché continuavo a distrarmi? Stavo per finire la mia vita e pensavo alla bellezza di un ragazzo? Dovevo prendere tempo... -Ascolta, vuoi avere una persona sulla coscienza alla tua morte?-
-Non sarai l'unica a perseguitarmi nell'aldilà. Pensi che mi sia dato da fare solo con te? Ho ucciso tantissima altra gente, per il volere della nobilissima Giulia, e continuerò a farlo-, ed ecco che sul suo viso comparì nuovamente quell'orribile sorriso malizioso (non chiedetemi perché continuo a farlo sorridere).
-Cosa? Mi stai dicendo che sei un' assassino?-
-Vedila come ti pare, io faccio solo il mio lavoro-
-E tu lo chiami lavoro il fatto di mettere fine alla vita di persone innocenti? Per il volere di una ragazza poi-
-Ora mi prendi per stupido, so che vuoi farmi perdere tempo, e sono stato al gioco, ma ora devo finire il mio dovere-
Era uno psicopatico allora, solo una persona malata poteva uccidere per lavoro. Ma lui non era malato, troppo informa per esserlo, troppo calmo e bello. No, psicopatico no. Ma ugualmente voleva uccidermi. Mi chiesi cosa avevo fatto di male per meritarmelo, forse per quello sputo, ma era una cosa insignificante. Allora questa Giulia aveva conquistato il suo cuore se era disposto ad uccidere per lei. Ma no, forse un'altra spiegazione c'era... .immagino che questa Giulia significhi molto per te-
-Certo, ma questi non sono affari tuoi-
-Ora ti dico la mia ipotesi: da piccolo sei stato abbandonato dai tuoi genitori, o forse sono stati uccisi- non riuscivo a credere a quello che stavo dicendo - questa Giulia ti ha accolto nella sua dimora-
-No, smettila-
-Ti ha accudito, e tu le sei fedele-
-E se anche fosse?-
-Ma tu capisci che lei ti sta usando si o no? Chissà quante cose ti ha promesso - piano piano mi rimisi in piedi, dolorante, con la tempia sinistra affogata nel sangue - quante volte ti è stata vicina, ma solo per tenerti in pugno, per usarti-
-No, smettila. Tu non sai niente di me-, inizia ad innervosirsi. Sapevo le conseguenze che ci sarebbero state, ma volevo farglielo capire.
-Sei una persona segna dignità, Kazuma- Con passi lenti e piccoli mi stavo avvicinando a lui, che però teneva lo sguardo abbassato, con la spada stretta in una mano, e il pugno serrato nell'altra.
-Non puoi uccidere per piacere, è contro natura. Kazuma ascoltami tu...-
-Io cosa eh? Scommetto che sei al settimo cielo, mi stai tenendo testa, ma ricordo che qua sono io il più grande, e come è giusto fare, nella natura i grandi sono grandi e i piccoli sono le mie prede-
-Ma se il piccolo prende il sopravvento il grande può anche cedere...-
"Questa bambina mi sta dando sui nervi"
Feci per saltargli addosso, ma lei mi precedette, mi sfilò dalla mano la spada e si spinse più in alto, puntando la spada verso di me. Qualcosa dentro di me avampò, qualcosa che mi lasciò senz fiato, che mi mise ansia.
"Kazuma stai andando nel panico"
Il panico? No, impossibile. Tornai alla realtà e vidi la lama lucente della mia spada argentata venirmi incontro. Mi scostai di lato, e con una spirale di fuoco mi dissolsi. Sentii il tonfo della spadache si conficcava nella terra, e la ragazza imorecare. Poi niente. Solo silenzio.
Quando ritornai cosciente cercai di concentrarmi su uno di miei sciagurati compagni. Ma nè l'egocentrismo di Gilbert, nè l'animo solitario di Lucifer riuscirono a raggiungermi. Cosa mi aveva fatto quella ragazza? Decisi di ricomparire nel villagio: per rifocillarmi e riposarmi. Non appena la spirale piombò nella piazza mi rimaterializzai. Vidi che le persone per farmi passare si aprivano in varchi molto ampi. Avevo ucciso fin troppe persone. Tutti mi conoscevano.
Ripensai a Giulia, la mia regina, mentre mi avvicinavo ad una bancarella con della carne secca in vendita. Sì, quello che aveva detto Sakura era in parte vero; nessuno l'aveva mai capito. Neanche quegli antipatici di Gilly o Lucifer.
Il negoziante mi chiese di prendere tutto quello che volevo, ma di non fargli male. Decisi di essere benevolo. Presi una manciata di carne secca di manzo, e me la ficcai in bocca. Masticai avidamente quel cibo a me familiare.
Mi chiesi chi era quella ragazza, Sakura, e perché sapeva così tanto su di me.
fancydream ha scritto:
Quindi mi avviai alla ricerca di quelle due sciocche ragazze.
Sciocche a chi? e_e
Comunque bello il pezzo Cassie *-* Chi sono le creature? :O
::::::::::
Bello anche il pezzo di Saki *-* eh, eh allora anche Kazuma ha i suoi punti deboli >:)
Jasper (e avrebbe dovuto abituarsi a chiamarlo cosi', visto che aveva avuto la prova che il suo rapitore era allo stesso tempo il suo salvatore) le aveva chiesto il suo nome, una cosa semplice a prima vista, perfino naturale...
Ma Serena poteva fidarsi di lui? Tutto era contro al ragazzo e lei stava gia' pensando di inventarsi in tutta fretta un nome falso quando le sue labbra, come animate da una vita propria pronunciarono le seguenti parole:
- Serena, mi chiamo Serena. -
Dopo averle sentite, sul viso di Jasper si dipinse un'espressione leggermente delusa: Serena, era un bel nome certo ma non gli diceva niente... Aveva sperato di trovare un qualche dettaglio che gli svelasse qualcosa di piu' su di lei ma niente, tanto valeva quindi, porgli in maniera diretta la domanda principale.
- Come tu saprai... Tu e le altre siete abbastanza ricercate in questo posto, so che altre persone in questo momento sono sulle tracce delle tue compagne. -
- Si, diciamo che me ne sono accorta. -
Lei cerco' di travestire la sua preoccupazione con il sarcasmo, ma in realta' era molto in pensiero per le altre ragazze, non si conoscevano molto ma aveva il costante timore che gli accadesse qualcosa, infondo c'erano gia' stati parecchi scontri.
Intanto la leggera brezza di poco prima si era tramutata in un vento forte e impetuoso che faceva sbattere furiosamente i rami degli alberi e faceva volare i lunghi capelli e l'ampia gonna di Serena all'indietro.
- Quindi suppongo che tu ne sappia anche il motivo... - prosegui' Jasper: era cosi' vicino, cosi' vicino ad avere le sue risposte! Pochi secondi e avrebbe ricevuto tutte le informazioni di cui aveva bisogno.
- Ti sbagli, ne io ne tanto meno le mie compagne sappiamo qualcosa di questo posto, di come ci siamo arrivate o di cosa vogliate da noi tu e gli altri. -
In realta', da quello che aveva lasciato trapelare, Sakura aveva qualche informazione su quel posto ma Serena non voleva mettere in situazioni svantaggiose l'amica quindi ritenne meglio non dirne niente, per il resto aveva detto la verita'.
Nonostante questo, Jasper era talmente infuriato per non avere ricevuto le sue risposte, che la razionalita' lo abbandono' totalmente e incosciente delle sue azioni grido' contro la ragazza:
- Tu menti! -
- Affatto. Non avrei nessun interesse a mentirti. - Nonostante la piccola Serena avesse appena assistito allo scoppio d'ira di una creatura sovrumana, non si mostro' minimamente turbata.
Ovviamente dentro di lei provava il terrore assoluto, ma era dell'idea che mostrandosi impaurita non avrebbe fatto altro che mostrare la sua debolezza che mirava a nascondere.
- Ah no? Mi stai dicendo che non ne sai niente? Ti suggerisco di non mentirmi piccoletta, perche' potresti averne conseguenze assai spiacevoli! -
Ormai Jasper aveva totalmente perso il controllo, come osava quella stupida ragazzina a nascondergli qualcosa? Non aveva ancora capito chi era a comandare? Guidato dalla rabbia, prese ad usare i suoi poteri per indurla a confessare tutto.
- Ti ripeto che io non ti sto mentendo – replico' in tono tranquillo Serena, poi accorgendosi che lui aveva ripreso ad usare i suoi poteri su di lei, in tono fermo e risoluto gli pronuncio' le seguenti parole:
- E ti prego, per la seconda volta, di non usare i tuoi poteri su di me.-
Ora anche la ragazza iniziava ad arrabbiarsi, come poteva Jasper mettere in discussione la sua lealta'? E come si permetteva poi di usare quei suoi ridicoli poteri per persuaderla a dargli le informazioni che tanto bramava ma di qui lei non era al corrente?
Vedendo pero', che Jasper non si era fermato, Serena mosse qualche passo nella sua direzione
- Sono stata chiara? -
Proprio durante la loro discussione, grosse gocce di pioggia iniziarono a scendere, dapprima solo qualcuna, poi iniziarono a moltiplicarsi e ben presto i due si ritrovarono nel bel mezzo di una tempesta.
Lui era rimasto senza parole per qualche istante, probabilmente nella furia di rispondergli Serena non si era accorta che ora i loro visi erano molo ravvicinati...
Perdendosi nella profondita' degli occhi blu' della ragazza, Jasper si rese conto che lei gli stava dicendo la verita' e non aveva ragione di dubitare della sua parola.
Quindi, pur con riluttanza visto che odiava ammettere di avere torto, smise di usare i suoi poteri su di lei ma essendo comunque molto orgoglioso si limito' ad annuire, senza pronunciare nessuna parola di scusa.
I capelli di Serena erano fradici cosi' come le sue vesti, e sul viso di Jasper vedeva l'acqua sgocciolare ritmicamente dai capelli - quei capelli folti, biondi e lucenti – sulla sua fronte marmorea, da li' passo ad ammirare i suoi occhi ma c'era qualcosa che non inquadrava...
Durante il loro primo incontro Serena aveva visto chiaramente che gli occhi del ragazzo erano coloro onice, di un nero scuro e profondo. Ora invece si ritrovava davanti a un paio di meravigliosi occhi ambrati, della sfumatura del miele... Non riuscendo a trattenersi di fronte a tanta bellezza e perfezione, si volse di scatto facendo svolazzare la gonna e dando le spalle a Jasper, prese ad allontanarsi.
- Ci rivedremo mia cara! - le grido' lui da dietro, voltandosi per riprendere la direzione dalla quale era arrivato.
- Non vedo l'ora...- disse Serena in un sussurro, sicura che le orecchie di lui erano abbastanza fini da sentirla. Ed un sorriso le si dipinse sul viso.
offio :mang: . scusate: ODDIO^^ Mamma mia, oggi ho riaperto questa discussione e mi sono letta post per post. Un'ora e mezza di puro incanto... :magic: